Chiamate antimilitariste Parte 1°.

01-10-19. Est incomenciau su Mesi e Ladamìni. Il mese del concime, traducono in italiano, o letteralmente, diciamolo pure senza vergogna, il Mese del Letame. Letame che in Sardegna era uso spargere nei campi, durante il mese, per renderli prosperi e fertili in primavera. Certo chiamarlo oggigiorno Mese del Letame suonerebbe male a molti. Nessuno lancerebbe un nuovo prodotto nel mese del Letame, e chiunque si farebbe il calcolo esatto per evitare che gli nasca un figlio nel vergognoso Mese del Letame, (ti immagini a scuola, poverino, preso in giro fino alle medie). Ma tranquilli, ormai in pochi ricordiamo di questo antiquato nome, chi nasce a Ottobre nemmeno lo sa, chi mai va a spargere letame o a ricordargli questa obsoleta pratica. In compenso, invece, oggigiorno potremo chiamarlo Mesi de sas Bombas, ma sarebbe poco preciso, perché purtroppo dovremmo chiamare così i mesi fino a Giugno. Perché? Ma come, pensi di essere ancora nell’epoca del letame? Il primo ottobre sono iniziate le esercitazioni militari in Sardegna e quello che spargeranno da aerei, navi, carri armati e artiglieria leggera, beh, non sarà letame. Spargeranno proiettili? Sicuramente. Bombe? Sicuramente. Missili? Sicuramente. Di preciso non sappiamo nulla eppure sappiamo abbastanza.
Il dubbio è, casomai, ci saranno residui solo tossici o pure radioattivi anche stavolta? I resti li interreranno o li faranno brillare? O attenzione, nessuno ci dice che non li buttino semplicemente in mare. Ma torniamo ai dubbi. Si ammalerà più gente nel paese a ovest o nel paese a nord del poligono? O il viaggiatore ignaro che passerà proprio sotto la nube di nanoparticelle credendo sia un normale fenomeno meterologico? E la coppia che nonostante la follia contemporanea decida comunque di procreare, si domanderà se ci siano meno rischi di malformazione concependo a esercitazioni concluse o a esercitazioni in corso? Altro che letame! Dubbi seri che purtroppo in sordina si fanno spazio tra le persone. Dubbi dati dalla consapevolezza, che ogni anno, a partire da questo mese, truppe e mezzi militari di mezzo mondo, vengano in Sardegna, si esercitino per portare morte e distruzione dalle altre parti del mondo e nel frattempo lascino un po’ di morte e distruzione anche qua. Pare che questa consapevolezza comunque sia abbastanza diffusa, anzi, diciamo la verità, non si contano le persone impaurite, anzi diciamolo pure, terrorizzate. Da non confondere però con “terroriste” così come ha fatto recentemente qualche giornale locale. Ripetiamolo insieme: terrorizzate. Le malelingue sospettano che l’errore non sia stato casuale, e sia stato fatto per scoraggiare le persone ad andare alla grande manifestazione del 12 a Capofrasca alle h.15.00. Per la stessa ragione pare ci siano pure degli indagati. Ma no, si saranno sicuramente sbagliati, come pensare di impaurire con un articolo o delle denunce basate sul nulla, delle persone che hanno come paure il cancro, gli aborti spontanei, le malformazioni per sè stessi e per i propri familiari. Nel dubbio che comunque siate in dubbio (visto che questo pezzo non era abbastanza ricco di giochi di parole) abbiamo un invito esplicito da farvi: venite a Capofrasca il 12 Ottobre 2019. Facciamo che sia un incontro di tutte le personalità antimilitariste. Diciamo insieme che non abbiamo paura dell’antimilitarismo, e a dire il vero non abbiamo nemmeno vergogna del letame. Abbiamo vergogna delle violenze colonialiste che perpetuano nel mondo i vari ministeri delle “difese” (aiutateci a dire “difese”), dopo essersi esercitati nella nostra terra. Abbiamo paura di quello che ci lasciano distrutto, inquinato e colonizzato, qui e nel mondo.
Il nostro sogno?50.000 antimilitaristi il 12 Ottobre a Capofrasca. Eccoli là, gli “eehhh, immoi, esageraus,” eh! Calma. Non ci pare troppo azzardato in un’isola di un milione e mezzo di abitanti. Nel caso voi non veniate, in ogni caso, ci pariamo le spalle, e chiamiamo oggi, solennemente, le anime di chi non ha un corpo per venire. Ebbene sì, Le anime di chi è morto, di chi non è mai nato, di chi non è risorto e di chi è nato malformato. (Toh è uscita anche la rima). Anime che non vedrete nei giornali, ma che verranno con lo spirito e darci forza, perché tra una paura e un’altra ne avremo bisogno. Poi più siamo meglio è, eh.

Il Processo è in corso.
si vede alcun rimorso?
Ci hanno analizzato.
Le ossa hanno parlato.
Cesio, Cadmio,Torio:
è un bel mortorio.
Di tutto hanno trovato.
Fai che ciò non sia interrato.

Ringraziamo di cuore Arrejona Antimilitarista, collettivo composto da tutte le persone che hanno collaborato alla scrittura dei testi scrivendocele ad hoc o facendocele arrivare con dichiarazioni o testimonianze, e che accompagnano questa illustrazione e quelle che seguiranno. A proposito quante ne seguiranno? Dipende anche da quante ne saranno autoprodotte autonomamente.
L’invito alla creazione è aperto. E come si dice ancora in teatro. Merda! Che il letame sia con noi.

2° CHIAMATA. Il tempo stringe, e non possiamo perdere tempo. il 12 è vicino, per cui, continuiamo le nostre chiamate. Siete pregate e pregati di diffondere, che non ci siamo fatte in 4 per avere 4 condivisioni, bensì, come abbiamo detto all’inizio, per avere, udite udite 50.000 persone a Capofrasca. Eccoli là, di nuovo gli “eehhh, como, esageraus,” eh! Calma di nuovo. Ripetiamolo. Non ci pare troppo azzardato in un’isola di un milione e mezzo di abitanti. Cosa avete di meglio da fare il 12 Ottobre? Capirai! Basta che inivitiate amiche e parenti e siamo praticamente a posto. Comunque, visto che non sappiamo se contare sui vostri amici e parenti, a mezza mattina, ci sembra un buon momento per chiamare a raccolta, udite udite: i nudisti e le nudiste. Sì. Avete sentito bene. Li chiamiamo a manifestare. Perchè? Ma come non avete sentito dei vari militari ammalati o morti per non aver indossato strati e strati di dispositivi di sicurezza? Io direi che questa battaglia riguarda anche chi da sempre battaglia per il diritto di non veder criminalizzato il proprio di dietro. Siamo tuttx abbastanza stufi di parlare di quanto culo si debba nascondere mentre a parte gli scherzi abbiamo zone in Sardegna e nel mondo dove non si può lasciare scoperto nemmeno un cm di pelle a causa dell’inquinamento militare. Tutto ciò tra l’altro mentre in televisione continuano ad ondeggiare solo culi femminili senza voce. Ma noi la voce la vogliamo dare anche ai nudisti e le nudiste che ridendo e scherzando pare si siano ripresi Cala Fighera, un tempo interdetta, e ora tranquillo luogo dove finalmente poter abbronzare le chiappe. Prove di bombardamenti in corso permettendo, ovviamente. Tra culi e censure ve ne stavate dimenticando? Ci sono delle esercitazioni militari in corso. Vi aspettiamo a Capofrasca il 12 Ottobre grande manifestazione antimilitarista. Non vi consigliamo di venire svestiti perchè stare come mamma vi ha fatto pare sia illegale, mentre bombardarci no.

3° CHIAMATA; A grande richiesta (ci avete scritto in 2) continuiamo subito con una nuova pubblicazione. Siccome con la morte di ieri che viene a manifestare con noi non vi abbiamo scandalizzato abbastanza, e coi nudisti non si è scandalizzatx proprio nessunx, continuiamo subito con un’altra chiamata forte. Ci auguriamo che questa abbia l’eco che si merita.
Ebbene dall’illustrazione l’avrete capito. Care donne in età fertile. Questa è per voi. Voi a cui è stato insegnato a nascondere le mestruazioni come cosa sporca e triste mentre le esercitazioni militari erano acclamate come cosa pulita e felice. O voi che il capitalismo chiedeva di mostrarvi felici come farfalle mentre soffrivate dolori lancinanti e vi sentivate un po’ come le popolazioni di Kossovo, Iraq, Afganistan, Libia o Siria bombardate dalla NATO per ragioni “Umanitarie” cui veniva chiesto di essere felici per la Democrazia in arrivo. O voi che per anni vi siete sorbite le pubblicità con il liquido blu al posto del sangue e contemporaneamente si parlava delle basi militari come luoghi dove veniva portato lavoro. Vi invitiamo a venire (sanguinanti o no) per dichiarare insieme che è il colonialismo a farci schifo e non le mestruazioni, che sono le mani dell’imperialismo ad essere sporche di sangue perché le nostre al massimo sono orgogliosamente pulite, anche se sanguinanti.
E in effetti non sono state solo le mestruazioni ad essere censurate per anni, anche quello che accadeva dentro i poligoni militari è stato nascosto agli occhi dei più. Citiamo un articolo della La Nuova Sardegna perchè ogni tanto la stampa qualcosa la fa pure uscire fuori. “Per molti anni quello che accadeva all’interno dei poligoni militari è rimasto coperto da una fitta coltre di silenzio. Come se in quei microcosmi popolati da soldati e confinanti con paesi, città e aree riservate all’allevamento di bestiame, non ci fossero regole. O meglio, ci fossero norme totalmente differenti per quanto riguarda la tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente. Il quadro che emerge dalla relazione della Commissione d’inchiesta uranio impoverito lascia senza fiato.” ( Contiua su http://www.lanuovasardegna.it/…/missili-al-torio-e-napalm-q… ) p.s. Ci venite il 12 a Capofrasca?

4° CHIAMATA; Dunque ricapitolando. I morti verranno ma non si vedranno. Le mestruate rischiano di sollevare onde di sgomento sempre che non soffrano troppo di dolori mestruali per venire. I nudisti non potranno fare i nudisti per illegalità vigente del corpo nudo. Eh, per arrivare a 50.000 persone dobbiamo chiamare altra gente. Ma perchè poi c’è venuta stra strana idea di arrivare a 50.000 persone? Beh per varie ragioni. Tra le altre, vorremmo parlare di inquinamento militare, di cosa si può ancora fare, anche se quelli nel frattempo continuano a sorvolare la Sardegna emettendo rombi inquietanti anche in questo momento, mentre scriviamo. Ma, diciamolo, in questo senso in Sardegna gli e le ambientalistx hanno le idee chiare da anni. Basta esercitazioni militari. Basta guerre. Le guerre e le loro esercitazioni sono considerate da moltx studiosx le vere prime responsabili del cambio climatico oltre chè delle emigrazioni. Ci piacerebbe pensare solo alla plastica e alla co2 come gli altri occidentali, ma ci tocca pensare al Napalm, al Torio, al Cesio, proprio come i palestinesi, gli abitanti dei balcani o del medioriente.

Che conseguenze hanno i vostri ordigni?
fumo e nanoparticelle senza fine
esplosioni e scintille spaccano i macigni
lasciate radioattività, proiettili e mine
Zona interdetta: ma stiamo scherzando!
e ancora oggi state continuando?

Ma fossero solo questi problemi “locali” che condividiamo noi sfigati e quegli sfigati e sfigate dei paesi bombardati.
In ogni caso sta cosetta riguarda un po’ tutte e tuttti eh, ovunque si viva. Secondo il progetto “Costs of War” della Brown University (USA) solo l’esercito Statunitense nel mondo ha prodotto dall’inizio della da loro stessi proclamata “guerra al terrorismo” qualcosa come 1.2 miliardi di metri cubi di gas serra, e solo per le azioni militari effettuate in Afghanistan, Iraq, Pakistan, e Syria sono stimati più di 400 millioni di metri cubi di solo biossido di carbonio. Senza contare le altre sostanze, i morti gli sfollati e il fatto ormai si spera palese ai più che il terrorismo lo hanno fatto loro.

https://watson.brown.edu/costsofwar/

Ci sono diverse ragioni insomma per fare una bella riunione ambientalista antimilitarista.
Beh che dire, ci vediamo intanto il 12 Ottobre, mesi e Ladàmini 2019. h:15:00 S.Antonio di Santadi, Capofrasca (Oristano).

5° CHIAMATA; Parlando di manifestazioni qualche giorno fa c’è stata una partecipata manifestazione archeologica sempre nella zona dell’Oristanese, nel Sinis. Per capire quanto il colonialismo non sia una cosa che riguarda solo Africa, Medio Oriente o Sud America, ma sia un fenomeno in cui siamo immersi fino al collo da vittime sacrificali, basta vedere in che condizioni hanno fatto versare il sito dei maestosi giganti di Monteprama.
La soprintendenza ha dato l’ok per l’impianto di una vigna praticamente sopra il sito. Dei geni del crimine in pratica. Cercate autonomamente i dettagli.
Ma la vigna è niente paragonata ai 13 Nuraghes presenti nel poligono di Teulada, di cui si sa poco e niente a parte qualche video circolante sul sito e Nuraghe di Maxinas, di cui trovate in rete un video con la condizione in cui è stato ridotto durante le esercitazioni.
Cercate, dai, fatevela un’idea se non ce l’avete già. Ma comunque non troverete al momento dati certi su numero di siti archeologici presenti nei 35.000 ettari di servitù Militare presente in Sardegna. Ma, vista la densità delle creazioni archeologiche in quest’isola, c’è solo da mettersi le mani in testa.

Infatti le voci di protesta non mancano in realtà, e anzi si stanno sollevando sempre di più. Bisogna solo supportarle sempre più affinché riescano a farsi valere nel diritto di tutela e valorizzazione della nostra ricchezza e bellezza archeologica.
È per questo che abbiamo realizzato questa chiamata specifica ad un incontro archeologico per la manifestazione antimilitarista di Capofrasca del 12 Ottobre 2019.
Serve massima diffusione.
Quello che ogni anno e con ogni esercitazione perdiamo per sempre, non è quantificabile. E’ vero, siamo stati anche noi un popolo di guerrieri, e alle volte ci chiediamo se questa occupazione di cui soffriamo non sia un qualche ritorno karmico per i danni che abbiamo fatto in passato in altri luoghi.Beh, dei santi sicuramente non eravamo. Fossimo stati un popolo di agricoltori…Che la storia ci perdoni. Abbiamo la Sardegna distrutta e asservita alle guerre e alle fabbriche di morte.

Ca seus stetius gherreris
ci funti medas provas
sa gherra esti presenti
da su mare a su padenti
oi puru a Domusnovas.
mellu essir marreris!

Dov’è l’uscita? Uscire dal labirinto della guerra non sarà facile, ma non eravamo, oltre che un popolo di guerrieri, un popolo di esperti di labirinti? Ce la faremo!

Venite e fate venire il 12 Ottobre a Capofrasca (OR), alla manifestazione contro l’occupazione militare a S.Antonio di Santadi h.15:00.

Oltre a condividere vi chiediamo di scaricare le immagini che stiamo postando e diffonderle come meglio credete, per aumentarne la visibilità. È inoltre consentita la stampa per ogni fine non commerciale. Ci aiutate?

6° CHIAMATA: come non fare poi la chiamata femminista. Il femminismo, affrontando temi come il patriarcato è stato uno dei più grandi movimenti a criticare l’imperialismo e il militarismo alla sua base. Gli abusi perpetrati nei territori occupati hanno ricalcato e ricalcano gli abusi che la donna da millenni ha subito sul suo corpo.

Privazione della libertà di decidere, privazione della libertà di conoscere, danni fisici e morali, manipolazioni mentali. Stupro dei corpi e dei territori come prevaricazione. Censura delle voci di protesta. Colpevolizzazione e sminuimento delle vittime.

Il maschilismo che ha sempre contraddistinto le azioni militari, e la sua organizzazione gerarchica, fondata sulla legge del più forte ha cercato di annullare ogni spinta umana all’empatia, al rispetto dell’individualità e della collettività, alla organizzazione dal basso delle comunità. La cultura femminista permette di analizzare questi processi come politici, e non come meri incidenti di percorso.

Ci sono sempre state donne che hanno reagito e reagiscono con intelligenza e rabbia a tutti questi attacchi. O donne che hanno subìto, ma un bel giorno si svegliano senza bisogno di alcun principe, e si ribellano alle prevaricazioni su sé stesse e sul mondo. E anche per i popoli succede lo stesso.

Sulla colonizzazione militare che abbiamo subìto a partire dalla cosiddetta “Liberazione” della fine della Seconda guerra mondiale, noi sarde e sardi, così come i vari popoli “liberati” nelle altre guerre, ci siamo accorte con un certo ritardo. Gli Usa hanno circa 800 basi sparse nel mondo, occupate dopo le loro varie “liberazioni” e in ognuna la storia è abbastanza simile. Tutto si fonda su una manipolazione studiata con cura. Creare rispetto per l’autorità. Creare dipendenza economica. Creare vergogne. Creare dubbi. In più chi ci stuprava i territori si presentava come amante. Chi ha provato a difendersi è stato demonizzato.

Ricorda anche a voi le violenze di genere? I meccanismi sono praticamente gli stessi. Ecco perché l’analisi femminista è imprescindibile nell’antimilitarismo e viceversa.

Il colonialismo ha attuato nella stessa maniera sia sulle donne che sui popoli conquistati. Basta aprire un libro di testo scolastico qualsiasi, per vedere l’assenza delle figure di eccellenza femminile così come delle storie di eccellenza dei territori colonizzati. L’america è ancora scoperta, non brutalmente colonizzata. La storia della Sardegna? Assente. La donna? Pure.

Senza considerare che la violenza contro le donne non è mai stata casualità nelle guerre. È noto di come essa sia un’arma strategica “che è stata usata volutamente dagli eserciti con lo scopo di spargere terrore, destabilizzare società, rompere le resistenze, sfogare i soldati e estorcere informazioni. La violenza contro le donne, inclusa la tortura, rapimenti, evacuazioni, assalti sessuali, stupri e assassini sono stati inoltre usati sistematicamente come metodo di pulizia etnica e metodi di genocidio (NGO Working Group on Women).

Per quanto riguarda l’inquinamento miliare in Sardegna le donne sono le prime ad ammalarsi di tumori, e coloro che subiscono in prima persona il dolore di portare in grembo un figlio malformato o subire un aborto spontaneo. A proposito di aborto. Chi è contro la legalizzazione dell’aborto perché non si schiera invece a difendere questi feti, loro sì morti innocenti, altro chè quelli abortiti per ragioni personali. La libertà di scelta è sacra, la violenza è quando leggi dello Stato o condizioni di inquinamento relazionate allo Stato fanno le scelte per noi.

E in onore del Movimento Femminista cambiamo lo slogan iniziale delle grafiche.

No seus ni terroristas ni atteroritzadas.

Non siamo nè terroriste né terrorizzate.

We are neither terrorist nor terrified.  

La rivoluzione sarà femminista o non sarà.

7° CHIAMATA; Chi si occupa di pastorizia in Sardegna non può che definirsi antimilitarista. a parte gli espropri forzati, andiamo al nocciolo: quante allevatrici e allevatori sono già morti?Quanti animali hanno avuto patologie legate alla militarizzazione delle terre di Sardegna e del mondo?Nel processo sui Veleni di Quirra, unico nel suo genere nel mondo intero, in corso al tribunale di Lanusei (Og) sono emerse testimonianze che lasciano pochi dubbi.
Eppure ci sono anche dei periti che smentiscono tutte le accuse portando analisi che vorrebbero farci credere che in territori come quello di Quirra, la quantità di tumori , malformazioni e patologie non sia correlata all’inquinamento militare, che secondo i range previsti dalla legge, non è poi così eccessivo. Peccato davvero che i nostri corpi non siano d’accordo con questi range, e la gente e gli animali continuino ad ammalarsi e morire, o a non nascere proprio, viste le quantità di aborti spontanei.
A noi più che il dubbio rimane lo sconforto di sapere di volta in volta chi sarà il nuovo ammalato e ammalata. E non solo a Quirra, visto che nella sola Sardegna sono presenti 35.000 ettari di servitù militare dove da Ottobre a Giugno non c’è dato sapere cosa si faccia e quali rischi realmente comporti.
E ci risuona nelle orecchie la testimonianza commossa del fisico nucleare dell’Università di Brescia Evandro Lodi Rizzini all’udienza di Giugno 2019. «Le uniche informazione attendibili le ho dalle tibie di quei poveri defunti. Abbiamo rinvenuto nei resti delle tibie di dieci persone valori abnormi. Andate a vedere cosa aveva il povero Alessio Melis morto a poco più di 20 anni, aveva livelli di torio, di piombo e di tanti altri metalli pesanti superiore alla media.” Alessio Melis era un pastore morto di Leucemia. Aveva 24 anni.

Potremo fare tanti altri nomi ed esempi, ma vi chiediamo di cercare autonomamente notizie sul Processo o di parlare semplicemente tra di voi. I casi non mancano. In cambio di indennizzi?

Rifiutiamo i vostri indennizzi
bonifichiamo le terre
rivogliamo gli ideali utilizzi
aboliamo tutte le guerre.

Vi aspettiamo il 12 Ottobre a Capofrasca, h.15:00.

P.s. Tra le frasi della grafica un’estratto della poesia di Sergio Garau, che potete ascoltare integralmente in questo link https://www.youtube.com/watch?v=1N3_-KyOByA.tag

Nota: Illustrazioni e e testi sono LIBERI dal diritto d’autore ma hanno alcuni diritti riservati. Sono rilasciate con licenza Creative Common BY-NC-SA. Ciò vuol dire che sei liberx di riprodurle su qualsiasi mezzo, stamparle, diffonderle a patto che sia per scopi non commerciali e che se realizzi altre opere basandoti su queste anche le nuove siano rilasciate liberamente.  Il nostro scopo: arrivare a 50.000 (almeno) antimilitaristx. Per ora.. Le parole scritte, che accompagnano le immagini, sono frutto delle chiacchierate delle tante riunioni fino ad ora realizzate, degli incontri casuali, quelli voluti, quelli ricercati.. Non fermiamoci continuiamo ad incontrarci!

Ogni utopia prima di essere realizzata sembrava impossibile. Lanciamo riunioni antimilitariste sparse, per ogni gusto per ogni passione: antimilitarismo e antialienazione. Prima riunione: 12 Ottobre Capofrasca, alla manifestazione contro l’occupazione militare a S.Antonio di Santadi h.15:00.

Se crediamo in qualcosa che ancora non esiste, la creiamo. Le cose che non esistono non le abbiamo desiderate abbastanza.

By believing passionately in something that still does not exist, we create it. The nonexistent is whatever we have not sufficiently desired.

(Nikos Kazantzakis)


Puoi stampare queste grafiche e portarle con te!incollarla dove vuoi, metterla dove di pare!

Diffondi la notizia nel tuo intorno.

La liberazione riguarda anche te

Porta la tua cricca

Porta i tuoi familiari

porta i tuoi vicini di casa

NOI VEDREMO QUESTE TERRE LIBERE

(P.S. se non facciamo in tempo ad aggiornare quest’articolo, trovi le 28 chiamate al completo a questo link su Facebook:

https://www.facebook.com/pg/ubrecAV/photos/?tab=album&album_id=2994068230621465

S

CUMBIDA! condividi! SHARE!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi