Respublica. L’aperta fortezza. Documentario partecipativo.

Ebbene eccoci qui con una notizia che alcunx aspettavano, altri proprio no. :O

Abbiamo qualcosa di grande nel cassetto da un annetto, e ancora non vi abbiamo detto niente.

Essendo una cosa sperimentale che si sta formando in divenire era difficile parlane prima. Il problema ora è che vorremo improvvisare un incontro per fare un po’ di passi avanti, e vorremo proporvelo.. per DOMANI venerdì 26 Gennaio e DOPODOMANI sabato 27 Gennaio. Chi si anima?

Come? domani?

Ok qualche doverosa informazione.

Si parla di un documentario.  Probabilmente sarà un corto. La sua nascita precede temporalmente Oltre l’aporìa, e anche se stilisticamente sarà diverso, ha con esso una struttura simile. Una serie di interviste faccia a faccia,  un documentario di autorappresentazione, dove si intrecceranno voci partecipanti di un movimento in atto. Ma questa volta anche il processo creativo è stato e sarà partecipativo.

Come avrete intuito dal titolo, il documentario riguarda il ResPublica, il progetto sociale e artistico autogestito di Alghero (SS) che ha riunito all’interno di un ex-caserma un centinaio di persone e svariate associazioni che hanno donato anima e tempo affinché esso potesse essere un esempio vivente di uso comunitario degli spazi pubblici, libero, aperto, inclusivo, con gestione orizzontale.

Il ResPublica.

” ResPublica non esisterebbe senza ognuna delle persone che in qualsiasi modo hanno dimostrato apprezzamento e sostenuto questa realtà. Ogni giovedì l’assemblea è aperta alle voci e all’ascolto di chiunque voglia partecipare “

 

 

Il ResPublica è organizzato in modo da essere “uno spazio fisico che non escluda ma accolga, che permetta una socialità indipendente dall’obbligo di consumare, che apra una possibilità di uscita dal disagio e dall’emarginazione sociale, che tenti di colmare lacune in termini di stato sociale e di offerta culturale libera e autoprodotta” si legge nel sito e nella pagina facebook del progetto.

Una decina di associazioni, collettivi,  singoli individui con un unico codice etico, capaci di organizzare centinaia di eventi, progetti, incontri, e di rendere uno spazio destinato per anni ad essere una fredda caserma, un luogo di incontro e crescita culturale e artistica.

Un documentario partecipativo.

Per raccontare in un documentario la complessità del Respublica servirebbero almeno 2-3 ani di lavoro, e vi basterà sfogliare il loro sito per accorgervene.

Abbiamo optato per una cosa più semplice eppure speriamo di uguale forza. Vogliamo raccontarvi cos’è  il Respublica a livello soggettivo, personale. Cosa ha smosso nei partecipanti? Cosa ha dato? Cosa ha ricevuto da loro? Le testimonianze che abbiamo raccolto sono tutte forti e sentite. Ci auguriamo di farvele sentire presto.

Ma per ora (SI, DOMANI E DOPODOMANI 🙂 ) si tratta di scegliere cosa portare della varietà delle voci, quali frasi condividiamo più di altre, a quali vogliamo dare evidenza e quali possono spingere il discorso avanti. Cosa può attraverso le testimonianze personali arrivare all’universale e dunque portare un immagine rappresentativa del progetto a chi non lo vive e non lo ha vissuto.

Per seguire l’orizzontalità del progetto ResPublica, non ci sarà una vera e propria regia per questo documentario, ma cercheremo di limitarci alla supervisione tecnica e creativa. Coordinare, non dirigere, indirizzare non imporre.  L’arte cinematografica come sappiamo è una delle poche arti dove la struttura gerarchica è generalmente accettata e apprezzata anche dal basso per gli indubbi risultati che una buona direzione dà a tutti i collaboratori e le collaboratrici del film.  Eppure i tentativi di cinema partecipativo stanno aumentando e le tecniche di coordinamento orizzontale hanno ancora tanto da dare e da sperimentare. Abbiamo così deciso di seguire un orientamento di lavoro libertario cercando però di non  perdere di vista la qualità dell’opera finale e le teorie e tecniche di cui siamo a conoscenza come professionistx.

E’ quello che abbiamo già cercato di fare durante i tre giorni di riprese, nel dicembre 2016, durante la quale le stesse 34 persone intervistate hanno aiutato e collaborato spontaneamente stando alla camera, tenendo il microfono o i riflettori, spostando le luci e arredi, dando consigli, pareri, e sopratutto sentendosi libere di parlare di fronte alla macchina da presa e di rispondere alle domande decise insieme con il coordinamento tecnico e creativo di Cladinè.

Il risultato sono 34 interviste tecnicamente abbastanza buone, con una fotografia e un audio discreti.  Hanno il grande valore di racchiudere in circa 5 ore di girato, le voci e i volti di chi non parla per sentito dire, ma perché ha vissuto come anima partecipante il progetto.

Come arrivare ora, da queste cinque ore di interviste individuali, a un documentario di 20 minuti, mezz’ora al massimo che riesca ad esprimere la complessità e la profondità dell’esperienza ResPublica in modo corale ma diversificato?

Nell’antropologia contemporanea è abbastanza chiaro come la grande sfida di quest’epoca sia riuscire a rappresentare sé stessi, un proprio pezzo di mondo. In quanto sfida non abbiamo certezza di raggiungere un grande risultato, ma ci proveremo.

Per cui diciamolo chiaramente. L’aperta fortezza essendo un documentario di autorappresentazione è e sarà un documentario di parte. Dalla parte dell’autogestione, dalla parte delle arti, delle autoproduzioni, dell’incontro, della cultura, della creatività. Dell’ottimizzazione delle risorse a nostra disposizione, della loro valorizzazione dal basso dalle persone che le vivono e le vogliono vivere.

Cercheremo insieme di raccontare a chi ancora non lo conoscesse, questo progetto che ci auguriamo possa avere un seguito non solo ad Alghero, ma in tutte le cittadine e i paesini della Sardegna.

Ci stai pensando? Verrai DOMANI e DOPODOMANI al ResPublica a partecipare al montaggio?

L’unico filtro che mettiamo alla partecipazione è che si abbia partecipato attivamente alle attività del ResPublica , poiché affinchè il documentario si possa dimostrare veramente di auto-rappresentazione i soggetti coinvolti nella realizzazione devono essere partecipi e protagonisti dell’argomento trattato.

Il metodo che utilizzaremo in questo laboratorio sarà quello a del Paper Editing, ovvero montaggio su carta,  che ci permetterà di concentrarci sul contenuto delle interviste e di fare una scelta semantica innanzitutto, senza distrarci con software, visi e voci.

La carta ci da inoltre il vantaggio di trovare in un colpo d’occhio quello che avevamo già letto senza cercarlo a tentativi in una traccia audio o video.

Ci permetterà anche di leggere contemporaneamente senza distrarci a vicenda. E di prendere appunti spontanei senza il filtro delle tecnologie. Ci permetterà di scambiarci  le interviste tra noi e affiancare pezzi interessanti per confrontarne la possibilità di incastro e di montaggio.

La difficoltà sarà nell’avere la lucidità di scegliere, cosa portare nel documentario finale che possa rappresentare il progetto, in modo unisono ma polifonico, forte ma aperto.

Certo, non sempre quello che sceglieremo su carta avrà una buona resa dal punto di vista audiovisivo. L’intonazione con cui abbiamo immaginato lo scritto potrebbe essere diversa da quella aspettata, la frase potrebbe non essere tagliabile dove avevamo immaginato di far proseguire un’altra voce. Ma a questo penseremo in un terzo incontro, che vedremo di improvvisare prima o poi. 😉

Per questo laboratorio ci concentreremo solo sul significato e sulla selezione del meglio di quanto contenuto nelle interviste realizzate a Dicembre 2016.

Ma cos’è il meglio? In questo caso crediamo il meglio si possa identificare in quelle frasi capaci di racchiudere al loro interno un messaggio universalmente comprensibile.

Vorremo che si si cerchi di selezionare le parti in qualche modo universali, ossia quelle che sono valide al di là del tempo e dello spazio. Ovvero del tempo che è passato dalla loro realizzazione e che passerà da qui al lavoro finito e alla sua fruizione al pubblico. E dello spazio che separa altre realtà simili e persone con obbiettivi comuni.

Ci sono frasi, tra quelle raccolte dagli intervistati che toccano l’animo, che possono aiutare a far comprendere il progetto anche agli esterni e le esterne.

Vorremo che dal documentario traspaia la grande bellezza del progetto e la sua replicabilità. La sua apertura. La sua forza.

Ringraziamo per prima cosa tutte e tutti i partecipanti alle riprese, a chi ha donato le proprie parole e il proprio volto, a chi ha trascritto la sua testimonianza,  a Federico Serafini che oltre ad aiutare il coordinamento in maniera continua durante tutte le riprese con pazienza e determinazione ha sbobinato non solo la sua intervista ma  tutte le altre mancanti. 🙂 Grazie Fede!

Parole chiave: Entusiasmo – Lucidità- Concentrazione.

E’ fondamentale che chi partecipi in questa fase abbia un certo entusiasmo nel progetto e abbia voglia di mettere la propria lucidità in gioco, perché avremo bisogno di menti lucide e molta concentrazione per mettere ordine al girato e tracciare un file rouge tra le parole degli intervistati e delle intervistate, con un buon ritmo, senza troppa ridondanza, e possibilmente con uno spessore umano di un certo valore.

Invitiamo chi sia curioso e voglioso di partecipare, di farsi vivo al ResPublica, questo venerdì a partire dalle ore 15 a sera fino all’aperitivo del Res delle 19:00, e se ci viene l’ispirazione anche duranete e dopo. Sabato ci vediamo invece dalle ore 11:30 alle 16:30.

Attenzione: gli stessi giorni avverrà una raccolta fotografie, da inserire in montaggio. Hai belle foto che ritraggono attività del ResPublica o le persone che hanno ruotato nei progetti e vorresti vederle nel progetto? Portale in una chiavetta usb, suddivise possibilmente per date, eventi, o altre parole chiave.

 

Programma evento: 
L’aperta fortezza. Documentario partecipativo Step 2: Paper editing

Link evento facebook: https://www.facebook.com/events/534456236929325/

Venerdì 26 Gennaio 2018:

Ore 15:00 idea bombing, aspettative, desideri, obbiettivi sul film finale.

ore 15:30: inizio dei lavori.

Occhi puntati: Lettura individuale e/o collettiva. Le sbobinature delle interviste saranno rese anonime e identificate da un codice per scegliere con più stacco.

Colori in mano: Evidenziazione e individuazione di pezzi di rilevo.

Concentrazione on: Suddivisione dei pezzi di rilievo per codici secondo gli argomenti trattati, realizzazione di una tabella esemplificativa con le macro tematiche.

Forbici e scotch: Suddivisione cartacea dei pezzi clue (con aggiunta del codice intervista) e inizio dell collage su tavola.  Contemporaneamente collage al computer.

E di nuovo:

Occhi puntati 2: Inserimento di pezzi di congiunzione, approfondimento. Alternative ai pezzi selezionanti.

Colori in mano 2:  Evidenziazione e individuazione di pezzi tralasciati importanti.

Forbici e scotch 2: Inserimento dei pezzi di supporto o sostitutivi o di approfondimento nella trama.

Ah! A un certo punto faremo anche :

Mente locale fotografie: chi ha portato fotografie e sa cosa ritraggono potrà suggerire dove esse possano essere inserite nei discorsi; suddivideremo le immagini in cartelle per macroargomenti e per qualità, e vedremo di completare le riprese con queste informazioni visive fotografiche.

Seguiremo fino all’aperitivo alle 19, e valuteremo poi se andare oltre.

Sabato 27: ore: 11:30

Si continua fino alle 16:30, ovviamente ci faremo una bella pausa pranzo.

Se si fa in tempo si darà un primo ascolto all’audio e vedremo se quello che abbiamo fatto funziona.

POI-> Alle 17:00 chi vuole può partire con noi per Sassari per assistere alla serata al Tirrindò con proiezione di Oltre l’aporìa e tante altre cose belle  (vedi evento qui).

LA PARTECIPAZIONE è LIBERA E GRATUITA. Chi lo desidera potrà comunque fare una donazione al progetto.

N.b. il processo creativo potrebbe subire mutamenti in base alle personalità  in gioco. Vieni a giocare? 🙂

Castia a biri! Poni menti! Dona cura!

Ubrec

 

 

 

 

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Cladinè Curreli – Coordinamento tecnico e creativo delle riprese e del montaggio. Postproduzione.

Federico Serafini: Coordinamento di produzione, assistente al coordinamento tecnico e creativo delle riprese.

Rosanna Morace:  Coordinamento di produzione, assistente al coordinamento del montaggio.

Roberto Cois – Mix audio e mastering.

Troupe delle riprese e intervistatx, in ordine alfabetico:

Annunziata Giuseppe – Molle Antonio –  Birzilleri Ronnie – Cadone Alessandro  – Cannoni Paola  – Chessa Ignazio  – Cocco Lucia  – Dettori Renzo  – Devoto Andrea  – Fenu Emanuele  – Fenu Luigi  – Fois Andrea  –  Gerra Michele – Ibba Michele – Le Masson Patrick – Martinez Veronica – Menegol Federico – Morace Rosanna – Mureddu Pietro – Pilloni  Sara -Piras Barbara – Pirovano Gian Luigi – Raspa Patrizia – Repossi Alessandro – Riu Giovanna – Saba Giovanni – Salaris Claudia – Satta Verdina – Secci Federico – Serafini Federico – Solinas Carlo – Tatti Francesco – Vigliano Girando Jaime – Vignola  Adelaide – Zedda Francesco.

Crew di montaggio: TU e chi parteciperà venerdì 26 e sabato 27 Gennaio 2018.

 

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Res Publica è un gruppo aperto di associazioni senza scopo di lucro, di promozione sociale, culturale e di servizi le quali operano all’interno dello spazio fisico dell’ex Caserma di Piazza Pino Piras ad Alghero, ma non solo. Il gruppo è composto, attualmente, da Alghero Tricirco, Alive Sardegna, AlterAlias, Ammentu, ASCE onlus, Collettivo Studenetesco Alghero, Circolo Culturale Artico, Gruppo di Acquisto Solidale “La Lumaca Felice”, ilfilodeldiscorso, Malerbe Casa di Autoproduzione. 


 

Il processo creativo di questo lavoro sta andando lentamente,e con una certa dose di improvvisazione, poiché è portato avanti da tuttx senza scopo di lucro e senza fondi manco per le spese. La volontà di portare alla luce questo progetto è però abbastanza da spingerci ad andare avanti. Non escludiamo di fare una raccolta fondi, affinchè chi ci lavorerà e ci abbia lavorato più a lungo possa essere retribuito ameno in parte. Vi terremo aggiornati. Intanto se vi và, aiutateci facendo girare, e contattando potenziali interessati e interessate!

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