L’aperta fortezza. Documentario autogestito. Resoconto primo incontro di montaggio.

Considerato l’improvvisazione è andata bene. Da montaggio partecipativo siamo entratx in pieno nello spirito del montaggio autogestito d’autorappresentazione.

Raccontare il progetto ResPublica con le parole di chi lo ha vissuto e lo vive e definirne un’identità poliedrica ma unita è lo scopo di questo documentario.

Alla prima sessione di montaggio hanno partecipato attivamente: Birzilleri Ronnie,  Fois Andrea, Fenu Emanuele, Morace Rosanna, Mureddu Pietro, Pirovano Gian Luigi, Satta Verdina, Solinas Carlo, Ljuba Adriana Spreafico, Federico Tatti.

Eravamo pochi ma buoni, non neghiamo ci sarebbe piaciuta più partecipazione. Ma ci auguriamo che qualcunx si animi e ci dia una mano nelle prossime sessioni.
Col coordinamento di Cladinè Curreli, abbiamo sperimentato la tecnica del paper editing, il montaggio su carta, per dare un ordine e una struttura al documentario usando quanto contenuto nelle interviste.
All’inizio eravamo perplessi d fronte alle 64 pagine di sbobinatura. Saremo riusciti a cavarne piede?

Abbiamo proceduto a leggere  le sbobinature, per accelerare i tempi abbiamo suddiviso le pagine in mazzetti e ce le siamo distribuiti una parte a ciascunx.  Ogni partecipante aveva il compito di individuare passaggi importanti e man mano che si leggeva individuare dei temi principali e scriverli alla lavagna, mettendo il riferimento al numero di intervista. Nell’intervista invece, abbiamo inserito una  lettera vicina a ogni pezzo saliente, con riferimento ai temi che man mano venivano individuati.

Il risultato è stato questa tabella, (in questa fase ancora parziale):

 

A questo punto è arrivato il bello. Forbici in mano abbiamo tagliato e ordinato i pezzi per tema, e abbiamo iniziato il montaggio su carta, attaccando i segmenti di intervista su un pannello, tenendo sempre il riferimento del numero di intervista.

La scelta del pannello è stata fatta per avere una visione d’insieme della selezione per tuttx i partecipanti, e poter comodamente invertire l’ordine degli interventi o permettere facilmente l’inserimento di nuovi pezzi. Nel frattempo è iniziato l’aperitivo e altre persone che frequentano il Respublica sono passati a trovarci e capire il lavoro.

Abbiamo optato per far iniziare il documentario con le prime impressioni, che con poche parole trasportano già verso la grandezza del Respublica. Il discorso si è poi spostato su Alghero, sull’autogestione e l’assemblea. Siamo arrivatx alle attività. Il gioco era semplice e complesso allo stesso tempo. Trovare incastri, saltare le ripetizioni, intermezzare i pensieri, in modo da poter poi lavorare al montaggio audiovisivo con le idee chiare dei possibili incastri e di un buon ritmo narrativo.

 

 

A questo punto ci siamo chiestx se stessimo dando voce a tuttx gli intervistati e intevistate.  Abbiamo cominciato a contare gli interventi già selezionati nel pannello.

La situazione era già abbastanza equilibrata, considerato che i temi già pre-montati erano solo alcuni, e che periodi più estesi appartenevano a interviste selezionate una sola volta, mentre interviste  che ne avevano tre o quattro  corrispondevano spesso a periodi frammentati con quelli di qualcun’altrx.

 

Il giorno dopo abbiamo continuato con selezione e riordino delle selezioni nel pannello.

A fine pomeriggio questo era il risultato. Non sforzatevi a cercare di capirci qualcosa dalla foto. Per capire il filo che stiamo seguendo il nostro invito è aiutarci a continuare questa fase partecipando di persona ai prossimi incontri.

IL LAVORO DA FARE è ancora parecchio.  Oltre a finire di ordinare le parti già selezionate, e continuare a tagliarle, ci sono da inserire gli altri temi. Ogni mente creativa e logica è utile in questa fase. Servono passaggi interessanti, stacchi sensati, intermezzi complementari.

Credi di poter dare il tuo contributo? Recati alla prossima assemblea al Respublica (ogni giovedì alle 19.00) e chiedi del progetto, o contattaci alla mail di Respublica (respublica@autoproduzioni.net )
o di Ubrec (ubrec.info@gmail.com).

Passaggi a grandi linee che affronteremo:

– Selezione (continuo)  e raffinamento della selezione.

-Riportare su software di testo i ritagli e capire meglio la continuità narrativa,  predisponendo allo stesso tempo il file per i sottotitoli.

– Selezione di fotografie da inserire in montaggio per complementare le informazioni vocali con informazioni visive.

– Selezione di musiche (autoprodotte, freeware o creative common per poter distribuire poi il film liberamente, senza SIAE etc).

– Valutare il formato finale del documentario. NB ipotesi emersa in questo primo incontro di montaggio: 4 corti da 10 minuti ciascuno e un mediolungo con i vari capitoli uniti (40 minuti).

– Introduzione a Hitfilm (software di montaggio audiovisivo e motion graphic con una parte gratuita molto completa e utile ai nostri scopi). Chi volesse cominciare a fare pratica può installare il programma qui e leggere il manuale qui.

– Primi test di montaggio audiovisivo. Mettiamo mani al girato e cominciamo a dare l’ordine deciso dal montaggio su carta. Teniamo quello che suona bene e con continuità considerando anche l’intonazione, valutiamo i tagli, valutiamo spostamenti, valutiamo insert.

– Inizio del mix audio.

– Raffinazione del montaggio audiovisivo e fotografico.

– Creazione dei titoli e delle grafiche.

– Inserimento di titoli e grafiche in motion graphic.

– Color e finalizzazione.

– Mastering audio.

– Esportazione, sottotitolazione, pubblicazione. NB ipotesi emersa in questo primo incontro di montaggio: pubblicare i vari capitoli man mano che vengono ultimati.

 

Parola d’ordine: autogestione!

La particolarità delle produzioni d’autorappresentazione autogestite consiste nel fatto che esse sono rappresentazioni etnograficamente ‘proprie’ dove i committenti delle informazioni divulgate e trasmesse sono gli stessi soggetti interessati. In antropologia questo tipo di contenuti hanno il grande vantaggio non solo di fornire un immagine partecipata di un certo argomento, ma anche quello di rifondare in qualche modo l’identità dei soggetti rappresentati, creando una nuova visione d’insieme, e una nuova forza identitaria collettiva.

Siamo nel pieno dell’epoca dei mezzi di comunicazione dal basso, ma i nuovi media possono contribuire all’organizzazione e la creazione di visioni interdipendenti dal basso solo a patto di una loro conoscenza estesa e legittimata da un uso collettivo, pubblico e polifonico. Questa forma di giornalismo, a metà tra testimonianza e interpretazione partecipante, impone la riconsiderazione di numerose informazioni che sono state create dall’Altro, e diffuse dall’Alto.

 

Cladinè Curreli – Coordinamento tecnico e creativo delle riprese e del montaggio. Postproduzione.

Federico Serafini: Coordinamento di produzione, assistente al coordinamento tecnico e creativo delle riprese.

Rosanna Morace:  Coordinamento di produzione, assistente al coordinamento del montaggio.

Emanuele Fenu: Coordinamento musicale.

Verdina Satta:   Coordinamento fotografico.

Crew di montaggio: Birzilleri Ronnie,  Fois Andrea, Fenu Emanuele, Morace Rosanna, Mureddu Pietro,  Pirovano Gian Luigi, Satta Verdina, Solinas Carlo, Ljuba Adriana Spreafico, TU e chi parteciperà vai prossimi incontri.

Roberto Cois – Coordinamento tecnico e creativo dell mix audio e del mastering.

Troupe delle riprese e intervistatx:

Annunziata Giuseppe – Molle Antonio –  Birzilleri Ronnie – Cadone Alessandro  – Cannoni Paola  – Chessa Ignazio  – Cocco Lucia  – Dettori Renzo  – Devoto Andrea  – Fenu Emanuele  – Fenu Luigi  – Fois Andrea  –  Gerra Michele – Ibba Michele – Le Masson Patrick – Martinez Veronica – Menegol Federico – Morace Rosanna – Mureddu Pietro – Pilloni  Sara -Piras Barbara – Pirovano Gian Luigi – Raspa Patrizia – Repossi Alessandro – Riu Giovanna – Saba Giovanni – Salaris Claudia – Satta Verdina – Secci Federico – Serafini Federico – Solinas Carlo – Tatti Francesco – Vigliano Girando Jaime – Vignola  Adelaide – Zedda Francesco.

 

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