Efis il disertore

Oggi è il primo maggio: festa del non lavoro, e in Sardegna, inoltre, festa di Sant’Efis, ergo, per farla breve, festa di un militare pentito, che da assassino capisce l’insensatezza della guerra, molla tutto e diserta, e per questo viene torturato e ucciso.

Pare fosse stato inviato in Sardegna per difendere gli interessi dell’Impero romano, ma accusato di infedeltà venne imprigionato, torturato e messo a morte sul patibolo di Nora il 15 gennaio 303.

La Chiesa Cristiana ci ha ricamato sù la storia del martire per la fede, ma a noi, piace pensare che lui sia stato innanzitutto un disertore, un ragazzo, che semplicemente, si sia trovato ad assassinare innocenti, e senza bisogno di grandi illuminazioni, abbia capito l’insensatezza di uccidere in nome di qualsiasi potere, e si sia ribellato, preferendo la morte all’ingiustizia.

Grande Efis!

In Sardegna viene poi acclamato  perché, si narra, che dopo voti e preghiere a lui invocate nel 1656,  la peste che imperversava in Sardegna dal 1652 si fosse finalmente debellata, grazie a importanti piogge cadute nel Settembre di quell’anno.

Da allora dalla città di Cagliari, il primo maggio parte un corteo a lui devoto, che porterà la statua che lo rappresenta  dal quartiere di Stampace fino a Nora, paese dove subì appunto l’esecuzione, passando per Capoterra, Villa d’Orri e Sarroch.

Ma Efis dovrebbe essere ricordato soprattutto per il suo essere stato disertore! Per cui ci scusino i militari cattolici (cit. 😉 ) , se da oggi lo proclamiamo patrono antimilitarista!

Efis liberaci dalle basi, e dalle pesti che stanno diffondendo, dalle nano particelle, dall’uranio impoverito, libera le spiagge dagli ordigni esplosi e inesplosi, liberaci dalle reti, liberaci dai radar, gratzias! E libera i militari dall’idea che non abbiano nulla di meglio da fare in questa terra.

Sembra troppo? Tranquillo ti stiamo aiutando anche noi! 😉

 E come non concludere citando un piccolo estratto di Oltre l’aporìa?

Giovanni Salis: “Se noi non coinvolgiamo la maggior parte della gente non si riuscirà mai ottenere qualcosa perché il potere vedrà che siamo in pochi. Quindi bisogna mettersi sotto, scendere in piazza e non temere niente”

Valentina: “E il mio cartello è rivolto a tutti i militari, carabinieri e poliziotti cattolici. (Cartello, Dio vi vede). Io non sono cattolica ovviamente però penso che se dio ci fosse li starebbe guardando.”

Veronica Comida: “Siamo qui anche per tutti i militari che ci sono, anche per tutto il dispiego di gente, cheè qui pagata da noi tra l’altro con i nostri soldi pagati delle nostre tasse. siamo qui anche per i loro figli che ci vivranno, e tra l’altro i primi a soffrire di tutti i mali alla fine sono anche sempre loro perché ci vivono tutti i giorni dentro questi territori.”

Giovanni Salis “Io ormai dico che soltanto ognuno può fare i conti con la propria coscienza. Cioè ci sono tante occasioni in cui noi possiamo dimostrare di essere sensibile di dare un insegnamento alle persone che verranno dopo, ai nostri figli. io penso di fare poco ma di fare quel poco che sento lo faccio sinceramente..”

Ecco l’estratto!

 

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